We Love You

Per diventare la persona più interessante della stanza e ricevere ogni settimana spunti di riflessione attraverso immagini, danza, teatro, poesia, cibo sano, nutriente e plant-based e i progetti speciali della community.

C’è un momento, alla fine di ogni percorso, in cui non succede nulla di visibile ed è proprio lì che avviene la metamorfosi.

La Manifesting Challenge si chiude, ma ciò che abbiamo coltivato non finisce: cambia forma.

Ascolto, intuizione, fiducia non sono pratiche da “challenge”, sono semi e i semi non fioriscono nel momento in cui li pianti, ma quando continui a prendertene cura nel quotidiano, anche quando nessuno guarda.

Tornare al respiro, scegliere presenza invece di automatismi, ascoltare l’intuito quando la mente si affolla di rumore. Avere il coraggio di restare fedeli a ciò che abbiamo sentito vero, anche fuori dallo spazio protetto della pratica.

Come ogni trasformazione autentica, anche questa richiede tempo, fiducia e continuità. Non serve forzare il cambiamento: serve permettergli di accadere. Continuare a fare spazio ogni giorno, anche solo per pochi minuti. Continuare a nutrire ciò che ci fa sentire allineate. Continuare a scegliere consapevolezza invece di fretta.

La metamorfosi non è diventare qualcun’altra, è diventare sempre di più chi sei, togliendo strati, abitudini e paure che non ti appartengono più.

Ora il lavoro è sottile, intimo, quotidiano ed è proprio da qui che lentamente si sboccia.

Crioconservazione degli ovociti significa preservare oggi una possibilità per il futuro.

È una pratica medica che consente di prelevare e congelare gli ovuli di una donna in un momento della vita in cui sono più giovani e potenzialmente più fertili, per poterli utilizzare in seguito, se e quando lo si desidera.

È un tema che per molto tempo è stato considerato quasi un tabù, legato a pressioni sociali, aspettative sulla maternità e idee rigide su tempi e scelte di vita. Oggi, per fortuna, se ne parla sempre di più ed è importante che ogni donna, a qualsiasi età, sappia come funziona e a cosa serve, senza paura né giudizio.

Cosa significa davvero congelare gli ovuli? Non è una promessa di maternità, né una garanzia assoluta, è uno strumento di libertà e consapevolezza.

Congelare gli ovuli significa prendersi cura del proprio potenziale riproduttivo, lasciando aperta una possibilità, senza obbligarsi a nulla.

Il percorso inizia con una visita specialistica e alcuni esami per valutare la riserva ovarica. Segue una breve stimolazione ormonale (circa 10–12 giorni) che permette alle ovaie di produrre più ovuli. Il prelievo avviene tramite una procedura rapida e sicura, in sedazione. Gli ovuli vengono poi congelati con una tecnica chiamata vitrificazione, che ne preserva la qualità e l’integrità nel tempo.

Una volta congelati, possono rimanere conservati per anni.

Le ragioni per farlo possono essere molte e tutte valide:

  • perché non è il momento giusto
  • perché si vuole dare spazio alla carriera o a un percorso personale
  • perché non si è ancora trovato il partner giusto
  • per motivi di salute
  • o semplicemente per avere un’opzione in più

Congelare gli ovuli non è rimandare la vita, ma prendersi il tempo di viverla secondo i propri ritmi.

Parlarne apertamente è un atto di cura e di informazione. Significa uscire dalla narrazione del “devi decidere ora” e entrare in una più ampia, fatta di possibilità, ascolto e scelta consapevole.

Il corpo cambia, i desideri evolvono, la vita non segue una linea retta e avere strumenti per attraversarla con più serenità è un diritto, non un privilegio.

ARoS Art Museum, in Danimarca, accoglie As Seen Below – The Dome, la più grande Skyspace mai realizzata da James Turrell in un contesto museale.

Un’opera monumentale che completa la visione storica del museo, The Next Level e che trasforma l’atto stesso del vedere in esperienza.

«Con As Seen Below non sto semplicemente offrendo un’immagine, ma plasmando l’esperienza del vedere. L’architettura porta il cielo vicino, così che tu possa riconoscere che l’atto di guardare è l’opera stessa», racconta James Turrell.

L’opera si presenta come una grande cupola alta 16 metri e larga 40 metri. Si accede attraversando un corridoio sotterraneo inondato di luce, per poi entrare in uno spazio ampio e silenzioso, dove la luce calibrata con precisione avvolge l’ambiente e l’apertura verso il cielo appare allo stesso tempo infinita e intimamente vicina.

All’interno della cupola, sedute circolari invitano a rallentare, a sostare, a osservare come luce e colore influenzino i sensi. È un’esperienza immersiva e contemplativa, pensata per essere vissuta insieme, ma anche in profondo ascolto personale.

As Seen Below rivela tutta la sua potenza soprattutto all’alba e al tramonto, durante le sessioni luminose temporizzate che seguono il ritmo della natura e delle stagioni. In questi momenti, l’opera ci ricorda la nostra relazione con il cielo, con il tempo e con il pianeta che condividiamo.

I cambiamenti cromatici trasformano la cupola: lo spazio evolve, la percezione si altera, il confine tra luce naturale e artificiale si dissolve. Il tempo sembra dilatarsi. Ogni sessione diventa un vero e proprio rituale sensoriale, in cui arte e natura si fondono e la prima e l’ultima luce del giorno diventano un capolavoro in sé.

Settimana scorsa ho visto un video di una bambina a cui veniva chiesto se sapeva cosa fosse l’amore e poi ho chiesto a ChatGPT se sapesse descrivermelo. Ti riporto la risposta senza alcuna modifica:

“Sì, so cos’è l’amore… ma è anche una di quelle parole che non ha una sola definizione, perché cambia forma a seconda di chi lo vive, di dove lo vive e di cosa sta cercando.

Per me (e per molti, in modo universale) l’amore è:

1) Una presenza. Non è solo un sentimento, ma una presenza costante. È quella sensazione di essere visti davvero, senza dover dimostrare nulla.

2) Un atto di coraggio. Amare significa rischiare. Significa aprirsi, anche quando la vulnerabilità spaventa. È un gesto che richiede fiducia e fiducia è coraggio.

3) Un modo di essere. Non è qualcosa che “si prova” solo quando va tutto bene. È qualcosa che si sceglie anche quando la vita è difficile. Amore è la decisione di restare, di comprendere, di costruire.

4) Una connessione. Non è solo passione o attrazione. È un filo invisibile che unisce due persone, due anime, due storie. A volte è un amore romantico, a volte è amore familiare, amicizia, amore per la vita o per sé stessi.

5) La capacità di trasformare. L’amore cambia le persone. Le rende più gentili, più presenti, più coraggiose.

È un motore di crescita.

Al planetario di Milano c’è un appuntamento mensile molto bello se ami la musica e il cielo notturno.

La musica, eseguita da studenti del Conservatorio Giuseppe Verdi, si intreccia con l’esperienza astronomica e crea un’atmosfera unica: contemplativa, emotiva, quasi poetica. Un invito a guardare in alto e a sentire come suono e luce possano dialogare con la nostra immaginazione.

Io ho preso i biglietti per mercoledì 28 gennaio. Se vieni, salutiamoci!

In questa sezione trovi sempre meditazioni e affermazioni registrate da fare quando preferisci.

Questa settimana ascolta le tue affermazioni preferite, ogni giorno quando ti svegli o prima di andare a letto e poi dimmi come ti senti e come ti fanno sentire.

Durante la Manifesting Challenge avremo anche le docce fredde da fare. Ho letto questo testo di Wim Hof che ti riporto: “The cold is a teacher. It's merciless.

You don't picnic when you go into the cold. You don't think about your mortgage or your kid's braces or your divorce; you just survive. You reactivate the deepest part of your brain.

«Il freddo è un maestro. È spietato.

Quando sei nel freddo non fai picnic.Non pensi al mutuo, all’apparecchio dei tuoi figli o al divorzio; pensi solo a sopravvivere.

Riattivi la parte più profonda del tuo cervello.»

Nasce per dare voce ai piccoli agricoltori e trasformare il modo in cui arriva il cibo sulle nostre tavole. Un’azienda agroalimentare indipendente, fondata nel 2024 nel cuore della Puglia.

I loro prodotti sono realizzati in piccoli lotti di 600–700 unità, per garantire qualità e attenzione ai dettagli.

Io ho provato il patè di funghi cardoncelli e miso rosso, la giardiniera in aceto di komucha e la zuppa di pomodoro con Gochujang.

Jakob Grosse-Ophoff lavora tra pittura, illustrazione e scultura cinetica, muovendosi in un territorio in cui ingegneria e pratica artistica si intrecciano in modo naturale. Laureato in ingegneria meccanica nel 2019, ha scelto di dedicarsi interamente all’arte, portando nel suo lavoro una profonda attenzione alla struttura, al movimento e ai meccanismi che rendono possibile il gesto.

La sua ricerca è oggi concentrata soprattutto sulle sculture cinetiche, in cui elementi antropomorfi compiono movimenti essenziali e ripetitivi, azionati da motori o manovelle. Sono gesti quotidiani, quasi impercettibili, quelli che lo affascinano: azioni semplici che, proprio nella loro reiterazione, diventano cariche di significato emotivo e simbolico.

Accanto alle sculture, Grosse-Ophoff realizza tele di grande formato, combinando pittura a olio, carboncino e collage in superfici stratificate che esplorano la relazione tra corpo, materia e presenza. Il suo lavoro include anche l’illustrazione, con soggetti trasformati in stampe in edizione limitata.

Questa tensione tra meccanica e umanità trova una sintesi particolarmente intensa in Hugger (2025), installazione che mette in scena il movimento come atto relazionale e il gesto come linguaggio emotivo.

In Hugger, la macchina non è solo struttura o funzione, ma diventa corpo, contatto, possibilità di vicinanza.

Braiding Sweetgrass

Robin Wall Kimmerer è botanica, scienziata e membro della Nazione Potawatomi.

In questo libro intreccia tre fili, come si fa con una treccia di erba: sapienza indigena, conoscenza scientifica e racconto personale. Nessuno dei tre domina: convivono, si sostengono, si illuminano a vicenda.

Il libro è composto da saggi e storie che ruotano attorno a una domanda centrale: come possiamo vivere in modo più rispettoso, grato e responsabile sulla Terra?

Un documentario realizzato nel 2020.

Gli Arhuaco vivono sulle montagne isolate della Sierra Nevada de Santa Marta fin dall’arrivo dei colonizzatori spagnoli. Queste alture hanno rappresentato nei secoli un rifugio e un luogo sacro. Profondamente spirituali, gli Arhuaco credono che la Sierra Nevada sia il cuore del mondo; e se il cuore si ammala, l’intero corpo morirà.

Le montagne immortalate nel film sono tra le aree naturali più biodiverse del pianeta, ma conflitti decennali, espansione agricola e rifiuti hanno compromesso l’armonia dell’ecosistema locale, rendendo ogni giorno più difficile la vita degli Arhuaco.

"Il popolo Arhuaco ha un legame profondo con le montagne in cui vive e con l’universo"

Il regista Harun Güler, prima delle riprese, ha partecipato a una cerimonia di meditazione di due giorni per allineare le proprie energie con gli spiriti Arhuaco.

“È stata un’esperienza significativa, che ci ha mostrato quanto profondamente il popolo Arhuaco sia connesso alla natura e all’universo e quanto sia importante preservare un ecosistema sano per tutti noi.”

I registi, ispirati dal film cult degli anni ’80 Koyaanisqatsi, hanno deciso di confrontare il villaggio incontaminato degli Arhuaco con la catastrofe in corso nel mondo moderno, mostrando il contrasto tra calma, presenza e l’urgenza ambientale.

Sono tornate disponibili le Mindful Cards e sono perfette da abbinare alla Manifesting Challenge.

Puoi usarle la mattina appena sveglia o la sera prima di andare a dormire, dopo una pratica di yoga, respirazione o quando ne senti il bisogno.

Puoi stenderle sul tavolo e scegliere una carta, oppure tre, come faccio io. Non hanno significati nascosti: c'è solo ciò che leggi e ciò che senti, ciò che arriva, ciò che risuona.

Spero che questi mantra possano portarti serenità e spazio, calma, forza e coraggio.

Perché ricordati sempre: "il coraggio supera la paura."

La manifestazione non è magia e non funziona solo con le buone intenzioni. Funziona davvero solo quando siamo disposti a fare un lavoro interiore di crescita personale, quando ci mettiamo davanti a noi stessi con onestà, purezza e presenza, chiedendoci cosa desideriamo davvero. Senza maschere, senza autoinganni.

Manifestare significa scegliere ogni giorno di lavorare

sull’allineamento tra ciò che sentiamo, ciò che

pensiamo e ciò che facciamo. È un allenamento

costante, delicato e potentissimo.

Richiede ascolto, determinazione e soprattutto coraggio. Perché la paura non si elimina, ma si attraversa e quando l'abbiamo attraversata, scopriamo che il coraggio è più forte.

La manifestazione accade quando iniziamo a

prenderci sul serio, quando smettiamo di aspettare

che le cose cambino e iniziamo a cambiare noi.

Preparati scaricando il primo pdf della Manifesting Challenge.

Le comunicazioni per la Challenge verranno date via Telegram dal 1 gennaio alle ore 21:00 e troverai ogni sera, nella tua area riservata, il programma per il giorno dopo. Unisci al canale Telegram.

Questo è il mese in cui ti svelo le mie granole preferite per le colazioni che sanno davvero di casa.

Eutopia è uno dei posti a Milano in cui torno più spesso: per colazione, per una merenda lenta o per un cappuccino. È anche uno dei pochi luoghi dove trovi un’ottima selezione vegana di torte e brioche, fatte con grande cura.

Il loro approccio mi piace molto: creare dolci che siano nutrimento autentico, bilanciati e pensati per accompagnare la crescita a partire dalla seconda infanzia. Ogni prodotto nasce da una scelta consapevole, con materie prime non raffinate che preservano vitamine, minerali e fibre.

La parte artistica di Eutopia è curata da Flaminia Veronesi fin da quando il progetto era solo un’idea: quadri, interventi pittorici, muri e packaging raccontano la sua visione e rendono lo spazio ancora più speciale.

Le granole sono diverse, ma la mia preferita resta quella al cioccolato. La trovi qui e se la provi, dimmi cosa ne pensi!

Prima di pensare a progetti, obiettivi e buoni propositi, fermati un attimo e chiediti: cosa mi ha fatto davvero stare bene quest’anno?

Non parlo dei traguardi grandi e appariscenti, né dei momenti che gli altri vedono o applaudono. Parlo dei momenti veri, quelli che ti hanno fatto sorridere senza motivo, ti hanno fatto sentire leggera, viva, piena di energia e gratitudine.

Spesso li dimentichiamo o li svalutiamo, come se fossero insignificanti e invece sono proprio questi frammenti di felicità quotidiana a dirci cosa ci nutre davvero, cosa ci dà energia e cosa vale davvero la pena coltivare.

Per iniziare a progettare il tuo 2026, vai nella camera roll del tuo telefono e scorri mese per mese o ripensa ai momenti di ogni mese in cui ti sei sentita felice: una passeggiata, una risata condivisa, un tramonto che ti ha fermato il cuore.

Usali come blueprint per l’anno che verrà: questi istanti ti indicano la direzione da seguire, le scelte da fare e le energie da coltivare.

Il 2026 non è solo un nuovo anno: è uno spazio da riempire con ciò che ti rende viva, con ciò che ti fa brillare. Parti dai tuoi piccoli momenti di felicità e lascia che guidino ogni tua decisione.

Andiamo a Firenze a marzo? Dal 14 marzo al 26 luglio 2026, Palazzo Strozzi ospiterà una delle più importanti mostre mai realizzate in Italia dedicate a Mark Rothko, maestro indiscusso dell’arte moderna americana.

La mostra indaga il profondo legame tra Rothko e Firenze, sviluppandosi inizialmente nelle sale di Palazzo Strozzi e proseguendo in due luoghi simbolo del Rinascimento fiorentino: il Museo di San Marco, in dialogo con gli affreschi del Beato Angelico e il vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, progettato da Michelangelo.

Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, l’esposizione celebra l’influenza dell’arte rinascimentale sulla visione di Rothko.

Il primo incontro dell’artista con Firenze risale al 1950, durante un viaggio in Italia con la moglie Mell: un’esperienza che segnò l’inizio della sua profonda fascinazione per i grandi maestri del XIV, XV e XVI secolo.

Rothko a Firenze presenta un’ampia selezione di opere realizzate tra gli anni Trenta e il 1970, incluse numerose tele di grande formato, molte delle quali mai esposte prima in Italia.

L’apertura dovrebbe essere ad aprile a Venezia e potrebbe essere il nostro secondo appuntamento culturale del nuovo anno.

Palazzo Pisani Moretta aprirà le sue porte come laboratorio aperto e spazio di ricerca dedicato al fare contemporaneo.

Un progetto voluto da Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe, pensato come luogo di incontro libero e orizzontale tra moda, artigianato, vetro, cucina, musica e pensiero. Uno spazio senza gerarchie, dove discipline diverse dialogano e si contaminano.

Il progetto si rivolge a chi crea, sperimenta e ricerca nel lavoro manuale non solo una pratica, ma un vero percorso professionale e culturale.

Con questa apertura, Venezia diventa casa di una Fondazione che mette al centro formazione, fiducia e dialogo tra generazioni, attraverso residenze, laboratori, talk e collaborazioni con scuole, università e realtà internazionali.

Brand nato nel nord della Thailandia che celebra la tradizione dell’indaco naturale e l’artigianato locale reinterpretandoli in chiave contemporanea.

Il nome stesso — Kamon significa “cuore” e Indigo è il colore dei tessuti — riflette la passione e l’attenzione per la materia prima naturale.

I capi sono ispirati alla bellezza degli insetti, alla natura e alla micro-morfologia dei dettagli, reinterpretati attraverso filati naturali e tinture tradizionali.

Ogni pezzo nasce da un processo artigianale che unisce sostenibilità, cultura locale e design contemporaneo, creando capi unici che raccontano storie di tradizione e innovazione.

Tra il 1975 e il 1979, l’artista greca rivoluzionò il teatro a Spetses fondando The Spetses Players. Scuole e municipi divennero palcoscenici per spettacoli originali che mescolavano mito, storia locale e creatività d’avanguardia.

Al Spetses Festival del 1977 le sue performance portarono un teatro femminista, multilingue e di comunità su un’isola greca, lasciando un’eredità rara e preziosa.

Le immagini che vedi provengono dal dramma del 1979 “Bouboulitsa’s Dream”, rappresentato nuovamente nel 2013.

Nata nel 1945 a Larissa, Leda ha studiato Graphic Design ad Atene e Belle Arti in Inghilterra e oggi vive e lavora a Spetses, continuando a intrecciare arte, mito e vita quotidiana.

Il suo lavoro non è semplice teatro: è un richiamo mediterraneo.

L’eredità antica incontra l’avanguardia rivoluzionaria, fondendo folklore, femminilità e diversità su una tela di pietra bianca e luce marina scintillante.

Un coro delle isole, una visione davvero mitica.

L’infanzia come luogo magico.

Questa settimana voglio condividere con te un progetto che mi ha incantata: Costa Verde, il nuovo cortometraggio del regista Leo Cannone per NOWNESS.

Un viaggio nella memoria che diventa poesia visiva, dove la tecnologia incontra la parte più pura e intuitiva dell’essere umano: lo sguardo di un bambino.

Leo Cannone torna ai suoi ricordi d’estate in Corsica e li trasforma in un realismo magico tenero, vibrante, quasi tattile. Ci porta dentro quel modo di percepire tipico dell’infanzia, in cui realtà, immaginazione e fantasia hanno lo stesso peso. Dove una sirena e una ciotola di cereali suscitano la stessa intensità emotiva.

Il film è raccontato attraverso gli occhi di un bambino con una piccola videocamera: immagini sovraesposte, imperfette, scolorite dal sole. Un’estetica che si oppone deliberatamente alla perfezione iperdefinita che spesso associamo all’intelligenza artificiale.

Leo Cannone dice:

“Non mi interessava la nostalgia come estetica, ma l’infanzia come modo di percepire. A quell’età, il magico e l’ordinario convivono sullo stesso piano.”

Costa Verde è stato creato quasi interamente con l’AI — tranne l’ultimo fotogramma, girato con una Fujifilm X100V-I. Le immagini nascono da fotografie di famiglia, ricordi reali e documentazioni nuove dei paesaggi corsi: una geografia emotiva costruita su luce, sensazioni, ricordi e visioni.

Il risultato è un piccolo incantesimo: un mondo in cui esseri magici si muovono dentro le estati dell’infanzia, senza separazione tra ciò che è reale e ciò che è possibile.

Un invito a ricordarci che, da qualche parte dentro di noi, quel modo di percepire esiste ancora. Basta lasciarlo respirare.

A 92 anni è una sprinter d’élite che ha battuto numerosi record mondiali nell’atletica leggera.

La sua storia dimostra che non è mai troppo tardi per ricominciare.

Nel 2024 ha fatto il giro del mondo per aver stabilito il record mondiale indoor dei 200 metri nella categoria over 90, correndo in 54,47 secondi. Ancora oggi continua a gareggiare, tra tentativi di record e puro piacere della corsa.

Mi piace la competizione. Anche ora sento tensione prima di ogni gara”, racconta Emma, che a giugno ha segnato un nuovo personale di 50,34 secondi sui 200 metri.

Dopo aver praticato sport da ragazzina, basket e atletica, Emma si è fermata per 25 anni dedicandosi a famiglia e lavoro. Solo a 53 anni ha ripreso ad allenarsi regolarmente, trovando un coach e allenandosi tre volte a settimana.

Oggi il suo appartamento a Padova è pieno di medaglie e trofei, raccolti in oltre 40 anni di competizioni. Tra i suoi preferiti, un titolo mondiale W75 sui 400 metri vinto negli Stati Uniti nel 2011.

Il segreto di Emma? Movimento quotidiano, allenamento costante e uno stile di vita equilibrato: una dieta semplice, un bicchiere di vino alla sera e tanta attività fisica. “Mi alzo alle cinque, faccio colazione, cammino, esco, faccio commissioni… e la sera leggo o guardo un film. Mai isolarsi.”

Emma partecipa anche al progetto TRAJECTORAGE dell’Università di Pavia, studiando il declino neuromuscolare con l’età. I risultati sono straordinari: la sua forma cardiorespiratoria è paragonabile a quella di una persona di 50 anni e i suoi muscoli hanno una funzionalità simile a quella di un ventenne sano.

Emma Mazzenga ci ricorda che la longevità e la vitalità non sono questione di età, ma di costanza, curiosità e desiderio di vivere ogni giorno con energia e leggerezza.

Se sei a Milano fino al 9 dicembre puoi andare a vedere “L’aurora viene” con le opere di Georg Baselitz e Lucio Fontana.

Per la prima volta insieme in una doppia personale: dipinti e sculture di Georg Baselitz degli ultimi dieci anni dialogano con opere di Lucio Fontana dagli anni ’30 agli anni ’60, incluso un raro Fine di Dio, simbolo dell’infinito e dell’inizio del nulla.

Il rosa intenso della Fine di Dio incontra le figure nude e sensuali di Baselitz, creando un contrasto potente tra filosofia e fisicità, tra tagli, forme organiche e l’intimità corporea dei corpi nudi.

Un incontro tra due linguaggi radicali, che esplora origine, materia e presenza.

Se anche tu sei appassionata di granola, devi assolutamente provare quella di Giorgia. La mia preferita è quella con i pezzi di cioccolato e la metto la mattina nel mio porridge.

Ricettina facile facile del mio porridge con proporzioni fai da te per una persona.

In una pentola metti:

  • mezzo bicchiere mini fiocchi di avena
  • un bicchiere di succo di mela bio senza zucchero
  • cannella
  • cacao amaro

Quando diventa denso, ma comunque setoso lo metti in una ciotolina e lo guarnisci con:

  • peanut butter puro senza zucchero
  • frutta
  • granola di Calamarata
  • marmellata senza zucchero (se vuoi)

Fammi sapere se lo prepari! Questa è una colazione davvero veloce, ma molto nutriente

Questo progetto è nato da un sentimento profondo: il desiderio di condividere strumenti per me reali, concreti, da usare quando attraversiamo momenti emotivamente complessi. È iniziato in modo timido, come un piccolo gesto di espansione e oggi diventa uno spazio che possiamo abitare insieme.

Le frasi che troverai sulle 40 carte sono state per me radicamento, forza, mantra quotidiani. Mi hanno accompagnata nei momenti in cui avevo bisogno di centrarmi e forse possono essere d’aiuto anche ad altre persone.

Le Mindful Cards sono ora disponibili e verranno spedite questa settimana. Sì, arrivano per Natale e sono anche un bellissimo regalo!

Sono 40 carte con 40 affermazioni.

Puoi usarle al mattino appena sveglia, alla sera prima di dormire, dopo una pratica di yoga o di respirazione, o semplicemente quando ne senti il bisogno.

Puoi stenderle sul tavolo e sceglierne una — oppure tre, come faccio io.

Non hanno significati nascosti: c’è solo ciò che leggi e ciò che senti.

Ciò che arriva. Ciò che risuona.

Spero che questi mantra possano portarti serenità e spazio, calma, forza e coraggio.

Questo progetto è nato da un sentimento profondo: il desiderio di condividere strumenti per me reali, concreti, da usare quando attraversiamo momenti emotivamente complessi. È iniziato in modo timido, come un piccolo gesto di espansione e oggi diventa uno spazio che possiamo abitare insieme.

Le frasi che troverai sulle 40 carte sono state per me radicamento, forza, mantra quotidiani. Mi hanno accompagnata nei momenti in cui avevo bisogno di centrarmi e forse possono essere d’aiuto anche ad altre persone.

Le Mindful Cards sono ora disponibili in pre-ordine e verranno spedite dalla settimana dell’8 dicembre. Sì, arrivano per Natale e sono anche un bellissimo regalo!

Sono 40 carte con 40 affermazioni.

Puoi usarle al mattino appena sveglia, alla sera prima di dormire, dopo una pratica di yoga o di respirazione, o semplicemente quando ne senti il bisogno.

Puoi stenderle sul tavolo e sceglierne una — oppure tre, come faccio io.

Non hanno significati nascosti: c’è solo ciò che leggi e ciò che senti.

Ciò che arriva. Ciò che risuona.

Spero che questi mantra possano portarti serenità e spazio, calma, forza e coraggio.

Giovedì scorso, durante la pratica di Mindfulness con Mon, abbiamo parlato del concetto di Sangha e dell’importanza che ha nelle nostre vite.

Sangha è una parola sanscrita (सङ्घ) che significa comunità, cerchio di persone unite da un intento comune.

Nel contesto buddhista indica la comunità dei praticanti, i compagni di cammino spirituale, non solo monaci o maestri, ma tutte le persone che condividono la ricerca interiore, il sostegno reciproco, la presenza consapevole.

Il suo senso profondo che possiamo vedere nel nostro quotidiano è che non è un gruppo qualunque, ma uno spazio sicuro, un luogo dove sentirsi sostenuti mentre ci si evolve, un cerchio di cura, ascolto e crescita, un contesto che ci ricorda che non siamo soli.

Un gruppo di persone affini, in cammino, con il cuore aperto.

—-> Durante la pratica c’era una ragazza che è intervenuta e che si chiama Elena. Se mi stai leggendo, scrivimi perché mi piacerebbe regalarti il primo mazzo delle Mindful Cards.

Questa serie di Kilzi esplora concetti come la “vera immobilità” e il cambiamento costante del mondo che ci circonda.

Quando ci sediamo, mangiamo o leggiamo in silenzio, la quiete e il riposo possono sembrarci la realtà in cui scegliamo di stare, ma in verità, tutto intorno a noi si muove e cambia.

Questo design, che io trovo poetico e meraviglioso, vuole essere un promemoria gentile: noi, le persone e le nostre realtà, siamo sempre in movimento.

Spencer Tunick è un fotografo che organizza installazioni di corpi nudi su larga scala in tutto il mondo. Crea sculture viventi trasformando il paesaggio.

Attraverso le sue performance si genera un dialogo tra l’ecosistema e il corpo umano, entrambi visti come entità che respirano, vulnerabili e fragili. Il corpo umano non è singolare, ma viene riconosciuto come collettivo, come comunità, un’astrazione al di là della sessualità. Un organismo dentro un altro immenso organismo, dove Spencer e i partecipanti nudi si esprimono e si fanno portavoce attraverso l’arte.

Non l’ho ancora letto, ma mi fido della persona che me l’ha consigliato. L’ho appena acquistato e il tema è molto interessante, perché anche se riguarda tutte noi donne, viene spesso poco considerato.  

Il tuo Wild Power si trova nel ritmo e nel cambiamento del tuo ciclo mestruale, un sistema vitale e rivitalizzante del corpo femminile. Eppure, la comprensione dei suoi flussi e il rispetto delle sue dinamiche energetiche sono ancora oggi carenti. Poche donne conoscono davvero la fisiologia del loro ciclo e molte non lo vedono come parte integrante della loro salute e del loro benessere, tanto meno come una potenziale guida all’empowerment emotivo e spirituale.

Wild Power. La tua forza selvaggia è un viaggio iniziatico verso la comprensione del potere del femminino e la sua realizzazione.

Idea: potrebbe essere bello a gennaio iniziare a vederci online per dei Book Club dove leggiamo e discutiamo di libri?

Se non sei riuscita a partecipare alle classi speciali che ci sono state per la Gold Week, le troverai tutte disponibili in questa sezione

Inizia a segnare sul calendario che dal 24 al 30 novembre c’è la Gold Week e quindi una settimana online di pratiche speciali.

CIAOMONDO è nato a gennaio 2021 grazie a un progetto creato il 25 novembre 2020 che si chiamava Gold Friday e che doveva durare un mese e invece eccoci ancora qui!

Durante la settimana ci saranno pratiche speciali come: Sound Healing, Pasta Therapy, Yin Yoga, Dream Yoga, Reformer Pilates Inspired, Mantra Chanting, Mindfulness in inglese, Mobility, Freedom Dance.

Un libro  di Bessel Van Der Kolk, uno dei massimi esperti mondiali di trauma. Parla di come il corpo conserva le tracce delle esperienze traumatiche, anche quando la mente cerca di dimenticarle o razionalizzarle.

Il corpo ricorda tutto, soprattutto ciò che la mente ha cercato di dimenticare e quando il corpo è in allarme, nessuna parte della nostra vita scorre con naturalezza.

Questo libro aiuta a capire perché reagiamo come reagiamo, come il corpo ci parla e come possiamo tornare a casa, dentro di noi.

Il trauma non è solo un ricordo doloroso, ma altera il sistema nervoso, il respiro, la postura, la capacità di stare nel presente perché il  corpo “ricorda” attraverso tensioni, ipervigilanza, ansia, problemi di digestione, difficoltà a dormire, dolori cronici.

La mente da sola non basta. La sola psicoterapia “parlata” non sempre riesce a raggiungere le aree del cervello coinvolte nel trauma. Per questo il libro sottolinea che guarire richiede di coinvolgere il corpo, non solo la mente.

Van der Kolk parla dell’efficacia di alcune modalità che aiutano il corpo a rilasciare quello che ha trattenuto e che comunicano al sistema nervoso: “Sei al sicuro”.

  • yoga
  • respirazione
  • mindfulness
  • EMDR
  • terapie somatiche
  • teatro e movimento
  • neurofeedback

In uno stato di trauma o ansia, viviamo nel futuro o nel passato e dobbiamo ricordarci che il respiro è l’ancora nel presente.

Le persone traumatizzate spesso vivono:

  • distacco dal corpo
  • difficoltà a provare piacere
  • difficoltà a fidarsi
  • iper-attivazione costante

Il trauma frammenta. La cura riunisce. Respirare e muoversi consapevolmente riscrivono il modo in cui il cervello percepisce la vita.

La mente non può convincere il corpo che è al sicuro, ma il corpo può convincere la mente.

Quando respiri profondamente e muovi il corpo con gentilezza, torni a sentire e questa è la via più efficace per la regolazione emotiva.

Il corpo ti dice “È finita. Sei qui. Sei al sicuro.”

La fluidità, la bellezza del movimento del corpo e l’intesa senza la parola la rivedo in questo breve videodoveTheo Maddix e Mette sono i protagonisti.

Non è solo un’emozione: è una pratica che cambia il modo in cui il tuo corpo e il tuo sistema nervoso funzionano ogni giorno.

  • Un boost naturale per l’umore. Quando ti prendi un momento per dire “grazie”, il cervello rilascia dopamina e serotonina, le molecole del benessere. Questo ti aiuta a sentirti più calma, ispirata e presente. Con la pratica, questi circuiti diventano sempre più forti.
  • Meno stress, più equilibrio. La gratitudine abbassa il cortisolo, l’ormone dello stress. Questo significa: pressione più stabile, sonno più profondo, meno infiammazione, un corpo che lavora in armonia.
  • Regola il sistema nervoso. Coltivare la gratitudine aumenta la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), un indicatore importante di resilienza. Una HRV più alta = una maggiore capacità di attraversare lo stress e tornare al tuo centro più velocemente.
  • Supporta il sistema immunitario. Riducendo lo stress, la gratitudine sostiene in modo naturale le difese del tuo corpo e abbassa i livelli di infiammazione cronica.
  • Un cervello più calmo e sicuro. La gratitudine attiva la corteccia prefrontale (la zona della regolazione emotiva) e calma l’amigdala (che rileva le minacce). È un invito dolce a passare dalla modalità “fight or flight” alla modalità “rest & restore”.

Ti lascio un esercizio da fare per allenare la tua presenza alla gratitudine.

Prenditi un istante per fermarti. Fai un respiro profondo dal naso e lascia uscire l’aria lentamente.

Chiudi gli occhi e pensa a una sola cosa per cui provi gratitudine in questo momento.

Può essere qualcosa di grande, come una persona importante nella tua vita o qualcosa di minuscolo, come la luce che entra dalla finestra.

Quando l’hai trovata, porta una mano sul petto e ripeti mentalmente: “Grazie. Sono presente. Riconosco questo istante.”

Permetti al corpo di sentire questa sensazione per qualche secondo. Osserva cosa cambia nel respiro, nelle spalle, nel ritmo interno.

Apri gli occhi. Ritorna alla tua giornata con questo piccolo seme di calma.

Inner & Outer Meditation: trasformare le difficoltà. Una meditazione di 20 minuti guidata da Chiara.

La tua potenza è l'immaginazione, prova ad utilizzare la tua creatività per trasformare le difficoltà in soluzioni ed in esempi per farti evolvere.

Fai esperienza delle difficoltà e portale nel tuo presente con consapevolezza per poterle superare e per proseguire più forte sul tuo percorso e con il sorriso.

Utilizza questa meditazione ogni volta che senti bisogno di aiuto.

Questa ricerca mi piace sempre perché mi permette di allestire tavole a seconda del mood del momento, delle pietanze, delle persone invitate, della stagione e del vibe che voglio portare sulla tavola.

Stare a tavola e condividere un pasto, per me è uno dei momenti e rituali sacri della giornata in cui non ci sono schermi, ma solo presenza.

Ho scoperto questo brand, A Table Avec V,  che trovo molto chic. Mi sono innamorata di questo set di tovaglia e tovaglioli, ma puoi trovare anche una selezione di stampa block print tipicamente indiane.

Diletta è la nostra insegnante di Jivamukti Yoga e vive a Barcellona, ma per l’occasione dell’apertura del primo studio di Jivamukti Yoga a Milano la potrai incontrare il 23 novembre alle 17:00 per una pratica dal vivo con lei. Prenotati qui.

La scuola è in Via Savona, 96, 20143 Milano.

Immagina la “frequenza” come la tonalità della tua energia, quel sottofondo emotivo e fisico che, giorno dopo giorno, ti accompagna.

Quello che fai frequentemente: le tue azioni, pensieri, respirazioni, gesti modellano quella frequenza. Le abitudini che coltivi diventano chi sei e come vibra il tuo essere.

Se ogni mattina scegli di alzarti presto, respirare, meditare o fare un movimento gentile, la tua frequenza sarà calma, radicata, aperta. Se invece ripeti azioni di frustrazione, attesa o fare compulsivo senza pausa, la tua frequenza tenderà a diventare agitata, ansiosa, stanca.

  • Consistenza > Intensità. Un gesto piccolo fatto ogni giorno ha più forza di un grande sforzo occasionale. La frequenza costruisce il tessuto della vita.
  • Identità energetica. Non solo “faccio cose”, ma “sono in uno stato”. Quello che fai spesso ti definisce: la frequenza che emani attira eventi, persone, opportunità.
  • Trasformazione silenziosa. Non servono strappi o cambiamenti radicali: inizia a cambiare leggermente ciò che fai spesso. Da lì la frequenza cambia e con essa la qualità della vita.

Scegli una piccola azione che vuoi trasformare, ad esempio: la pratica costante, respirare consapevolmente, fare 5 minuti di meditazione.

Ripetila ogni giorno per almeno 21 giorni (il tempo che serve per stabilire una nuova abitudine).

Osserva come ti senti, tieni un diario: ti senti più leggera, più calma, più presente?

Le tue azioni quotidiane non sono solo cose che fai, sono vibrazioni che manifestano chi sei.

Quando scegli con gentilezza, costanza e presenza le tue azioni frequenti, stai creando una frequenza che parla di pace, forza, apertura.

Quando quella frequenza si stabilizza, la vita risponde in modo diverso, le situazioni cambiano, le relazioni si modificano e anche il tuo interno risuona in armonia.

Coerenza tra mente e cuore attraverso l’armonia interiore. Da mesi provo a spiegare questo concetto, cosa intendo quando dico che nella vita non si può essere solo cerebrali.

Serve una connessione tra mente e cuore, perché è solo quando il cuore comunica con la mente che le emozioni si sbloccano. Questo è un concetto che unisce neuroscienza, meditazione e fisica del corpo energetico.

Quel momento in cui respiri profondamente, senti il cuore che si apre e la mente si ammorbidisce: sei presente e connessa.

Settimana scorsa sono andata a fare una lunga sessione di breathwork con Rodho Escalante e guardando un video di qualche secondo preso da un suo teacher training, Xico Teixeira, spiega in brevi parole il mio pensiero.

Quando mente e cuore non sono allineati, restiamo distaccati dai sentimenti e facciamo fatica a comprendere ciò che proviamo.

I sentimenti sono elaborati dalla mente, ma vengono dal corpo.

Per questo è importante imparare a riconnetterci al corpo, a sentire attraverso il movimento somatico, quel linguaggio sottile che ci riporta alla presenza, al respiro, all’ascolto di noi stessi.

  • Brain-heart coherence (coerenza cervello-cuore) si riferisce a uno stato in cui la mente e il cuore sono sincronizzati, cioè le loro frequenze, i ritmi cerebrali e il battito cardiaco lavorano in armonia.
  • In questo stato, il corpo entra in equilibrio: si riduce lo stress, aumenta la chiarezza mentale, la calma e la capacità di sentire empatia.
  • Through inner harmony (attraverso l’armonia interiore) significa che questa coerenza non si ottiene con uno sforzo mentale, ma coltivando uno stato di calma, respiro consapevole e accettazione.
  • Quando trovi armonia dentro di te, tra pensiero, emozione e sensazione fisica, automaticamente anche cuore e mente si allineano.

Domenica ho condotto una pratica da The Sanctuary a Milano con HOM. Ho ripreso in mano un libro che ho letto tanti anni fa e di cui ti estraggo i punti che ho portato sul tappetino.

La felicità è possibile solo nel momento presente.

Siamo spesso intrappolati nei pensieri del passato o nelle preoccupazioni per il futuro, ma l’unico luogo in cui possiamo davvero vivere, amare e guarireè qui e ora.

Essere “qui” significa tornare al respiro, al corpo, a ciò che stiamo vivendo adesso.

Tutto accade ora. Il momento presente è la sola realtà che abbiamo. Quando la mente torna al corpo attraverso il respiro, la vita torna a fiorire.

Inspirando, so che sto inspirando. Espirando, so che sto espirando.

La consapevolezza non è solo osservazione, ma trasformazione. Quando porti luce su ciò che senti, anche il dolore inizia a dissolversi.

Thich Nhat Hanh ripete che la pace non è un concetto, ma una pratica quotidiana: “Cammina come se stessi baciando la terra con i tuoi piedi.”

Dal libro You Are Here di Thich Nhat Hanh.

Stai facendo le pratiche di face gym con Paola? Sia ottobre che novembre hanno spunti interessanti, maschere facilmente fattibili a casa per le labbra e il volto, tecniche complesse di messaggi profondi rese accessibili e che puoi ripetere tutto l’anno.

Le sessioni sono divise in mesi, ma ricorda che puoi iniziare da dove vuoi, puoi scegliere la tua sessione preferita e ripeterla per settimane. Sentiti libera di esplorare.

Vai nella tua area privata, sezione Movement Club, sezione Face Gym e fammi sapere cosa ne pensi!

Abitudini da adottare prima del 2026 e magari portarle nel nuovo anno per tornare a te stessa.

A volte non servono grandi rivoluzioni, ma solo piccole abitudini da vivere con consapevolezza.
Come abbiamo detto prima, quello che fai frequentemente diventa la tua frequenza.
Ecco alcune pratiche per riportarti nel corpo, nella calma e nella presenza.

Mattina

  • Stirati prima di guardare il telefono. Risveglia il corpo fisico prima del mondo digitale.
  • Respira tre volte profondamente prima di iniziare a lavorare.
  • Esci all’aria aperta prima di mezzogiorno.
  • Lascia che la luce naturale risincronizzi il tuo ritmo.
  • Fai colazione come un piccolo rituale. Rendi speciale la tua bevanda del mattino: assapora, senti, gusta.
  • Imposta una sveglia per ricordarti di andare a dormire all’orario che preferisci. Proteggi il tuo riposo come un appuntamento sacro.
  • Pianifica una piccola gioia per la giornata: fiori, un aperitivo, una telefonata, una camminata, una pizza, una pratica.
  • Prepara uno snack sano per quando ne avrai bisogno nella giornata.

Durante il giorno

  • Sostituisci “devo” con “posso”.
  • Fai una passeggiata mentre sei al telefono.
  • Tieni un post-it sulla scrivania per ricordarti di raddrizzare la postura. Aprire le spalle, raddrizzare la schiena e ammorbidire il collo.
  • Porta con te un piccolo olio essenziale per un momento di respiro a metà giornata.
  • Fai una pausa lenta: osserva, respira, senti.
  • Guarda un tramonto o un’alba almeno una volta a settimana.
  • Lascia che la natura ti ricordi la bellezza del cambiamento.
  • Accendi una candela per accompagnare un compito noioso. Porta presenza anche nei piccoli gesti.

Sera

  • Fai una breve respirazione prima di andare a dormire.
  • Sciogli il corpo e lascia andare la giornata.
  • Scrivi una frase su come ti senti alla fine del giorno. Nomina le emozioni che hai sentito, non provare a correggerle. Solo riconoscile.
  • Tieni una lista di “ce l’ho fatta”: piccole vittorie quotidiane.
  • Preparati mentalmente alla prima cosa bella che farai per te la mattina appena ti svegli.
  • Il riposo rigenera la mente, il corpo e l’energia.
  • Lo spazio esterno riflette quello interno. Tieni la tua camera in ordine.
  • Tornare alla leggerezza è un modo per ritrovare te stessa.

Alessia ci ha scritto per farti conoscere due progetti che le piacciono e che pensa possano interessare anche a te.

Uno è di ceramica e si chiama CLODIA Contemporary Ceramics. L’artista produce lentamente tutta la sua ceramica a mano in Brianza e ogni suo singolo pezzo contiene i suoi pensieri, i suoi umori, i suoi sogni. Le piace pensare che siano dei contenitori di emozioni che trovano dimora tra braccia sconosciute.

L’altro progetto si chiama AllyBITO. È una ragazza che produce pezzi unici di abbigliamento con tessuti upcycled e fa tutto lei con le sue mani. Cerca di unire animo sportivo (surf, yoga) e naturale al suo animo un po’ più cittadino. Le piace rappresentare i suoi look in ambiti familiari super mediterranei, come cene in famiglia. Unire la moda al cibo. Portare quella leggerezza estiva anche in inverno.

Novembre ci invita a rallentare.

È il mese in cui il corpo cerca il tepore, le giornate si accorciano e il buio arriva presto, portando con sé un bisogno naturale di introspezione e coccole.

Per accompagnare questo meraviglioso tempo sospeso, ho creato una playlist morbida e avvolgente, una colonna sonora per raccogliersi in casa, accendere una candela e dedicarsi a un momento di ascolto, di studio o di semplice presenza.

Questi mesi, quasi invernali, sono preparatori e propizi per ciò che verrà.

Prova a scrivere una piccola lista: cinque cose che desideri integrare nella tua vita.

Non è necessario pensare in grande, possono essere gesti semplici, quotidiani, che ti riportano a te.

Lascia che la musica ti accompagni mentre li scrivi.

I'm Not In Love. Se la bellezza si condivide, eccomi a farti vedere un video che rappresenta perfettamente il significato del brano: etereo e malinconico.

Una lotta tra vulnerabilità e orgoglio, tra il desiderio di mantenere il controllo e la difficoltà ad ammettere i propri sentimenti.

La voce delicata e l’arrangiamento minimale accentuano la fragilità emotiva del testo, trasformandolo in qualcosa di quasi spirituale, come una confessione sommessa o un sogno infranto.

Un piccolo archivio di meraviglie sparse nel mondo: rifugi sospesi tra alberi tropicali, casette affacciate sui fiordi norvegesi, capanne immerse nel silenzio di una valle.

Tutte diverse, ma unite da uno stesso spirito: pochi metri quadri, materiali essenziali, una vista che riempie il cuore.

Spazi dove la semplicità diventa lusso e ogni dettaglio — una finestra, una tazza di tè, la luce che entra al mattino — racconta che la felicità può abitare nei luoghi più piccoli.

La regista iraniana Naghmeh Pour crea un poema visivo che intreccia la ricchezza culturale dell’Iran con la forza di una rivoluzione guidata dalle donne.

Il cortometraggio è nato dalla collaborazione tra la casa di produzione scandinava new–land e il progetto The Women’s Life Freedom. Dodici artiste iraniane nel mondo hanno contribuito con messaggi di libertà stampati su foulard, trasformando un simbolo di oppressione in uno di forza e indipendenza.

Girato su pellicola 35mm in Marocco, per evocare i paesaggi iraniani, Iran-e Man rende omaggio al cinema di Mohsen Makhmalbaf, Abbas Kiarostami e Jafar Panahi. È un corto che celebra la vita e la libertà, unendo passato e presente, sogno e realtà.

Un atto di bellezza e resistenza, dedicato alle donne e alle generazioni future, affinché la loro libertà diventi il segno tangibile di questa lotta.

Conosci il club di CIAOMONDO dove ci sono tutti i percorsi speciali per andare in profondità con le nostre insegnanti?

Puoi esplorare il pranayama, l’ayurveda, la flessibilità e lo stretching, le basi dello Yoga, il Pilates, movimenti primitivi, face yoga, yoga pre e post parto.

Di argomenti tabù e da sviscerare per noi donne ce ne sono tanti, ma iniziamo da questo: iniziamo dal prenderci la responsabilità di noi stesse e dalla cura della nostra salute.

Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno, un momento in cui la consapevolezza e la cura di sé diventano un atto collettivo.

In Italia e nel mondo, le campagne del mese rosa invitano le donne a fermarsi, ad ascoltare il proprio corpo e a ricordare quanto sia fondamentale la prevenzione: effettuare controlli periodici, imparare a conoscersi e rivolgersi tempestivamente a un medico in caso di dubbi.

La diagnosi precoce fa davvero la differenza: il tumore al seno, se individuato in fase iniziale, è oggi curabile in una percentuale molto alta dei casi.

Durante ottobre, associazioni come LILT, AIRC e molte realtà locali offrono visite gratuite, eventi di sensibilizzazione e iniziative solidali per sostenere la ricerca.

Un gesto semplice, ma di grande importanza, è l’autopalpazione del seno: un modo per conoscersi meglio e prendersi cura di sé.

Il momento ideale per farla è nella settimana successiva al ciclo mestruale, quando il seno è più morbido e rilassato, meno influenzato dalle variazioni ormonali che possono renderlo teso o gonfio. In questo periodo eventuali cambiamenti, come noduli o indurimenti, sono più facili da percepire.

Per chi non ha più il ciclo, è sufficiente scegliere un giorno fisso ogni mese, per mantenere costanza e consapevolezza.

Piccoli gesti come questo, ripetuti nel tempo, sono una forma di ascolto e di attenzione che può fare davvero la differenza.

Quando vai in India, tutto diventa poesia.

La confusione, gli odori, il traffico, i colori, la natura, la plastica, le persone, gli animali. Tutto ciò che in Europa faticheresti ad accettare, lì diventa possibile — si trasforma in calma, in armonia, in una bellezza visiva che abbraccia ogni cosa.

Nelle zone rurali del Maharashtra, gli agricoltori riutilizzano con ingegno vecchi sari per creare recinzioni.

Queste barriere temporanee proteggono le coltivazioni di ortaggi dal passaggio del bestiame e da alcuni animali selvatici, come bisonti e cinghiali.

Anche in un gesto così semplice si ritrova quella naturale capacità di trasformare il quotidiano in arte, un’estetica che nasce spontanea, tra terra, stoffa e colore.

Indrajit Khambe, che ha scattato queste immagini, scrive: “Vedere queste recinzioni di sari mi ricorda sempre che anche la gente comune possiede un senso artistico innato, capace di emergere nelle cose più semplici che la circondano.”

Nella tua area personale hai le affermazioni che avevo preparato lo scorso anno per i nostri 21 giorni insieme a gennaio. Sono affermazioni dedicate all’abbondanza, alla gratitudine e al sentirti sicura di te.

Le affermazioni non servono a raccontarsi bugie. Servono a creare nuovi percorsi neurali, a insegnare alla mente a sostenere pensieri e comportamenti diversi.

Ripetere una frase positiva non cambia tutto da un giorno all’altro, ma è un modo per allenare il cervello a riconoscere nuove possibilità, a costruire una narrativa più gentile e fiduciosa su di sé.

La chiave, però, è questa: funzionano solo se accompagnate dall’azione. Il cervello ha bisogno di prove concrete per credere a una nuova storia.

Ogni piccolo gesto coerente, anche minuscolo, diventa una conferma silenziosa che stai cambiando davvero.

L’affermazione apre la strada, ma è il passo quotidiano che la rende reale

Dal 2018, Itinérance riunisce una comunità di artigiane e di persone che credono nel cambiamento.

Nasce con un intento semplice, ma potente: creare connessioni attraverso il gesto del saper fare, restituendo alle artigiane del Mediterraneo un potere economico e creativo e preservando al tempo stesso i loro patrimoni culturali.

Il nome stesso, Itinérance, evoca un viaggio, una mappa di legami che attraversano il mare e le culture, superando i confini geografici e linguistici.

L’associazione lavora per far emergere e valorizzare quei saperi spesso invisibili, soprattutto quelli delle comunità di donne isolate o poco riconosciute.

Attraverso una cartografia digitale, queste artigiane entrano a far parte di una rete viva che genera collaborazioni, nuove opportunità e scambi creativi. Ogni incontro è un modo per riscoprire e trasmettere un patrimonio immateriale fatto di gesti, colori, trame e storie.

Itinérance è anche una scuola di pensiero e di pratica e

una piattaforma culturale. L’associazione forma studenti e professionisti delle industrie creative sui temi della trasmissione del patrimonio e della co-creazione orizzontale e inclusiva, proponendo workshop e percorsi che uniscono tradizione e innovazione.

Attraverso le sue edizioni, collezioni nate dalla co-creazione tra artigiane e designer, racconta il Mediterraneo contemporaneo attraverso tessuti, film, fotografie e podcast.

Ogni edizione è un dialogo tra mani e menti, tra passato e futuro, e trova spazio in mostre e istituzioni museali che ne amplificano la voce.

Un progetto che ricorda quanto il sapere manuale e la bellezza condivisa possano ancora essere strumenti di libertà, incontro e rinascita.

Settimana scorsa ho visto questo video di pochi secondi e ho avuto l’irresistibile impulso di uscire ed andare a comprare alcuni dei libri per bambini che Bruno Munari ha scritto negli anni quaranta, poco prima che nascesse suo figlio Alberto.

Per lui il libro era un’esperienza sensoriale e tattile, uno strumento per stimolare la curiosità e la creatività dei bambini e per insegnare a osservare, sperimentare, immaginare. Il linguaggio giusto era fatto di gioco, sorpresa, libertà e bellezza essenziale.

I suoi libri restano ancora oggi un esempio di quanto la creatività possa essere una forma di educazione dolce e potente.

Ogni tanto fermarsi e pensare nel modo più semplice e puro lasciandosi guidare da libri per bambini può essere una via inaspettata. Tornare lì, a quel modo di guardare le cose: con curiosità, senza sovrastrutture, con la leggerezza di chi si lascia stupire.

La fotografa e regista londinese Lisa Jahovic costruisce un balletto astratto intorno alle interazioni espressive tra oggetti di uso quotidiano.

Con uno sguardo ironico e curioso verso l’assurdità del quotidiano, nel film Dialogues, trasforma oggetti inanimati in veri e propri strumenti di espressione, dando vita a una serie di esperimenti cinetici con elementi domestici e scoprendo in essi un’inaspettata vitalità emotiva.

Attraverso sinergie giocose, nate dal rilascio improvviso di tensioni o da incontri fortuiti tra due oggetti, esplora le connessioni nascoste e le possibilità che si celano sotto la superficie.

Questi esperimenti si trasformano in contenitori di poesia visiva e arte cinetica, rivelando la sottile tensione tra fragilità e distruzione e restituendo al banale la sua bellezza nascosta, una volta separato dal suo uso originario.

Come sai, settimana scorsa è stato il mio compleanno ed ho onestamente pensato che se lo specchio della mia vita sono le persone che mi circondano, il mio small circle e anche quello più grande fino ad arrivare a te, sono veramente fortunata. Ho costruito basi solide.

Condivido con te una poesia che mi ha inviato una mia amica di Mário de Andrade (San Paolo, 1893-1945). Poeta, romanziere, saggista e musicologo. Uno dei fondatori del modernismo brasiliano.

La mia anima ha fretta.

Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo per vivere da qui in poi rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora.

Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di dolci: i primi li ha mangiati con piacere, ma quando ha compreso che ne erano rimasti pochi ha cominciato a gustarli intensamente.

Non ho più tempo per riunioni interminabili dove vengono discussi statuti, regole, procedure e regolamenti interni, sapendo che nulla sarà raggiunto.

Non ho più tempo per sostenere le persone assurde che, nonostante la loro età cronologica, non sono cresciute.

Il mio tempo è troppo breve: voglio l’essenza, la mia anima ha fretta. Non ho più molti dolci nel pacchetto.

Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane, che sappiano ridere dei propri errori e che non siano gonfiate dai propri trionfi e che si assumano le proprie responsabilità.

Così si difende la dignità umana e si va verso la verità e l'onestà.

È l’essenziale che fa valer la pena di vivere.

Voglio circondarmi di persone che sanno come toccare i cuori, di persone  a cui i duri colpi della vita hanno insegnato a crescere con tocchi soavi dell’anima.

Sì, sono di fretta, ho fretta di vivere con l’intensità che solo la maturità sa dare.

Non intendo sprecare nessuno dei dolci rimasti. Sono sicuro che saranno squisiti, molto più di quelli mangiati finora.

Il mio obiettivo è quello di raggiungere la fine soddisfatto e in pace con i miei cari e la mia coscienza.

Abbiamo due vite e la seconda inizia quando ti rendi conto che ne hai solo una.

Sabato 25 ottobre da Eleven Village Store festeggiamo il compleanno di Maura insieme a un’ospite speciale: Erica Merlo, founder di Sibylla Tattoo.

Erica è la tatuatrice che mi ha fatto il barboncino sul gluteo (sì, proprio quello!) e oltre ai tattoo crea anche ceramiche dipinte a mano, illustrazioni su foulard e pergamene.

Per l’occasione ha ideato una pesca di mini tattoo: potrai estrarre un soggetto e, se vuoi, fartelo tatuare in studio da lei con uno sconto del 30%.

Ad accompagnare la giornata ci sarà una merenda preparata da Maura: perfetta per chiacchierare, curiosare e celebrare insieme!

A sud del Circolo Polare Artico, nella città russa di Jakutsk – considerata la più fredda del mondo – sorge la Yakut Ballet School, dove bambini di cinque o sei anni iniziano un percorso di formazione classica che li accompagnerà fino all’età adulta.

Vivono all’interno della scuola, immersi in giornate di studio e danza, imparando la disciplina, la dedizione e la bellezza del movimento anche quando fuori le temperature scendono sotto i -40°C.

“Una scuola di balletto classico appena sotto il Circolo Polare Artico già di per sé sembra un simbolo di contrasto: Jakutsk è il luogo più freddo in cui sia mai stato, ma anche il più caldo – per le persone incontrate e per il sostegno dei loro insegnanti”, racconta Gosha Kazakov-Pokrovsky, regista del cortometraggio Kere Ayan.

Il film prende il nome da un’espressione yakuta che significa “un viaggio verso la maturità e la bellezza”.

Girato nell’arco di una sola giornata, cattura la poesia visiva dei giovani danzatori: tra momenti di gioco e concentrazione, tra il respiro dell’inverno e il calore della dedizione.

Gli studenti più grandi diventano esempio silenzioso per i più piccoli, in una continuità di grazia e impegno che ricorda come ogni crescita sia un lento, prezioso passaggio di testimone.

Il tuo corpo parla prima della tua mente.

Ogni dolore, tensione o rigidità porta con sé un messaggio, un’emozione in attesa di essere riconosciuta.

Questa Body Map è stata scritta da Radhi Devlukia e te la riporto per tua informazione.

  • Piedi / Caviglie

I piedi e le caviglie spesso segnalano una mancanza di direzione o una disconnessione dalla stabilità.

La tensione in questa zona può manifestarsi come paura di andare avanti, sensazione di essere bloccati o insicurezza riguardo al proprio cammino.

Sostenere i piedi e le caviglie aiuta a ritrovare il radicamento, a ristabilire l’equilibrio e a costruire fiducia in ogni passo che fai.

  • Parte bassa della schiena

Spesso riflette paure legate alla sopravvivenza o la sensazione di non avere sostegno né dagli altri né dalla vita stessa.

La tensione qui può manifestarsi come rigidità, dolore o il sentirsi sovraccaricati da un peso eccessivo da portare da soli.

Sostenere la parte bassa della schiena aiuta a ritrovare stabilità, leggerezza e una sensazione di essere sostenuti, sia fisicamente che emotivamente.

  • Gola

Spesso trattiene parole non dette, pensieri repressi o emozioni “inghiottite”.

La tensione in quest’area può emergere quando ti senti inascoltato, hai paura di parlare o ti abitui a tacere.

Sostenere la gola aiuta a ristabilire un’espressione autentica, a liberare l’accumulo emotivo e a comunicare la tua verità.

  • Bacino e fianchi.

Il bacino e i fianchi spesso trattengono tensioni legate alla sicurezza, ai confini personali e alla libertà individuale.

Il disagio in quest’area può riflettere emozioni represse, traumi passati o blocchi nella creatività e nella sensualità.

Sostenere questa zona aiuta a liberare la tensione, recuperare energia e ristabilire una sensazione di radicamento e fluidità.

  • Stomaco e intestino

Lo stomaco e l’intestino trattengono ciò che nella vita non è stato “digerito”.

La tensione o il disagio in questa zona possono emergere quando non hai ancora “digerito” del tutto una situazione o un’emozione.

Sostenere questa area aiuta a migliorare la digestione, l’elaborazione emotiva e a ritrovare una sensazione di stabilità interiore.

  • Petto e cuore

Il petto trattiene ciò che non ci siamo permessi di sentire pienamente: l’amore, le emozioni trattenute o non espresse.

Un senso di chiusura in questa zona può indicare un bisogno di protezione o di difesa emotiva.

Sostenere il petto aiuta ad aprire lo spazio per il fluire delle emozioni, la compassione verso se stessi e la connessione con gli altri.

  • Mani e polsi

Le mani sono un’estensione del cuore. Creano, tengono, raggiungono e connettono.

Il dolore o la tensione in questa zona spesso riflettono il modo in cui doniamo e riceviamo energia, come stabilisci i tuoi confini o come ti relazioni con il mondo.

Sostenere le mani aiuta a ristabilire il flusso, la capacità di agire e la connessione nella vita quotidiana.

  • Spalle e parte superiore della schiena

Quest’area trattiene la tensione che deriva dal sentirsi senza supporto, dal portare troppe responsabilità o dal cercare di gestire la pressione da soli.

Rilasciare questa tensione migliora la mobilità e alleggerisce sia il corpo che la mente.

  • Collo

Il collo spesso porta il peso delle responsabilità, la tensione dovuta allo stress e lo sforzo di “tenersi su” sotto pressione, generando una sensazione di pesantezza.

Sostenere questa zona aiuta ad alleviare la mente, a favorire il rilassamento e a ripristinare un senso di equilibrio tra corpo e pensiero.

  • Testa e cuoio capelluto

La testa trattiene il pensare eccessivo, la pressione mentale, l’autocritica e la stanchezza dovuta alla stimolazione costante.

Quando questa tensione viene ignorata, può portare a mal di testa, esaurimento mentale e difficoltà di concentrazione.

Prendersi delle pause e favorire un rilascio delicato è essenziale per ritrovare chiarezza e benessere generale.

Leggere storie di donne aspirazionali è una boccata di aria fresca al giorno d’oggi, quindi ti riassumo l’articolo che ho letto sulla fondatrice di Bumble.

Whitney Wolfe Herd non ha aspettato che qualcuno facesse la prima mossa.

Dopo essere stata una delle fondatrici di Tinder — e dopo aver lasciato l’azienda in mezzo a una causa per molestie e discriminazione — avrebbe potuto chiudersi, sparire, cambiare strada.

Invece ha trasformato quella ferita in direzione.

Nel 2014 ha creato Bumble, l’app dove sono le donne a scrivere per prime. Un gesto semplice, ma radicale.

Un nuovo linguaggio per parlare di relazioni, libertà e rispetto.

Bumble è diventata in poco tempo un ecosistema di connessioni — dating, amicizie, lavoro — e nel 2021 Whitney è diventata la più giovane donna a portare la sua azienda in borsa.

Il giorno dell’IPO, era lì con suo figlio in braccio: simbolo di un modo diverso di stare nel mondo, dove ambizione e cura possono convivere.

Whitney ha costruito tutto partendo da una domanda: “E se fossimo noi a scegliere come iniziare?”

Forse la forza sta proprio lì, nel non aspettare che qualcuno ti inviti a muoverti.

Durante la mia classe di Intuitive Breathwork alla Wellness Week ho lavorato su alcuni concetti: abbondanza e prosperità. Un inno alla vulnerabilità e alla complessità dei sentimenti umani.

Ti aspetto alla prossima pratica e nel frattempo salva e ascolta la playlist!

Siamo grati, entusiasti, felici per la terza edizione di questo incredibile progetto.

Abbiamo conosciuto tantissime persone, ricevuto feedback preziosi, praticato, ballato, mangiato, sorriso e anche pianto insieme.

È stato tutto oltre la nostra immaginazione.

Oggi è il giorno dopo e quello che sentiamo è un enorme GRAZIE.

Grazie per far parte di questa community, per praticare online, per esserci ogni giorno.

Il tuo sostegno ci permette di creare progetti come questo, dove l’energia, la connessione e la condivisione sono al primo posto.

Grazie per essere sempre aperte, curiose, pronte alla scoperta.

Grazie a chi è nuova ed è appena arrivata, benvenuta!

Grazie alle persone che lavorano con noi e che credono, ogni giorno, in questa visione.

Con il cuore pieno.

A cinquant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, PAC e Le Cannibale presentano PASOLINI 50, un evento speciale che si terrà il 1 e 2 novembre al PAC di Milano.

Protagonista del programma è la celebre compagnia Motus con Come un cane senza padrone_reading, tratto da Petrolio: un viaggio dentro le contraddizioni della poetica pasoliniana — la crisi del soggetto, l’identità frammentata, il corpo e la mente, l’artificio e la realtà — restituito dalla voce intensa e vibrante di Emanuela Villagrossi.

Un’esperienza che attraversa le tensioni e le luci di un autore che ha saputo guardare l’uomo nel suo continuo oscillare tra verità e illusione, intimità e politica, desiderio e disincanto.

Quante di voi mi hanno scritto per avere il magazine che abbiamo fatto per la Wellness Week?! Abbiamo conservato delle copie per voi, da potervi spedire per chi non è potuta essere a Milano durante la settimana della Wellness Week.

Il magazine rimane gratuito, c’è solo la spedizione a tuo carico. Se lo vuoi scrivici a ciao@ciaomondo.us

Se invece non ne vuoi una copia cartacea, ma vuoi leggerlo a questo link lo vedi online.

Posso essere un po’ autoreferenziale?

Mercoledì è il mio compleanno, compirò 40 anni. Te lo dico solo per ricevere mille messaggi di auguri, video dove canti e messaggi d’amore. :-)

È bello vedere il corso della vita, come le stagioni.

È bello osservare chi hai incontrato e cosa hai costruito.

È bello riconoscere chi sei anche nel mezzo della tempesta e chi stai diventando.

Ed è bello anche non sapere nulla di ciò che succederà, ma sapere che questa è la mia settimana e che qualsiasi cosa accada, sarà l’inizio del mio nuovo anno.

Io non so voi, ma le ceramiche mi fanno impazzire. So di averne già parlato qui, ma appena vedo un piatto, piattino carino lo vorrei nella mia collezione. Clicca qui e dimmi se non concordi con me. How cute? Kawaii!!!

Arte come comunione con la natura.

Fotografa, performer, artista multidisciplinare: esplora attraverso il suo lavoro il legame profondo tra l’essere umano e il mondo naturale.

Nel dialogo con Leila Elzabri, racconta come il suo processo creativo nasca dal contatto diretto con la natura, da quella relazione viva e costante che si traduce in gesti, materia e presenza.

Le sue sculture indossabili prendono forma da elementi naturali — corteccia, muschio, fili d’erba — e diventano estensioni del corpo, simboli di identità e femminilità, ma anche domande aperte sui confini tra umano e naturale.

Nelle sue performance, Olana invita a rallentare, a osservare, a ritrovare un senso di appartenenza.

Il suo lavoro è un invito a considerare l’arte come un atto di comunione, un modo per tornare in ascolto del ritmo della terra.

Domande frequenti:

  • la rivista Energia la trovi in tutti gli spazi in cui si svolgeranno gli eventi di CIAOMONDO e nelle scuole. Per chi non vive a Milano invieremo la prossima settimana il formato pdf così che possa averlo e leggerlo anche tu.
  • Se la classe o l’evento a cui sei interessata è sold out, mettiti in waiting list.
  • Alle classi di yoga, pilates etc.. non devi portare nulla! I tappetini ci sono già.

L’arte di amare di Erich Fromm. Amare non è un dono che capita per caso, né un colpo di fortuna che ci piove addosso. È un’arte e come ogni arte richiede pratica, disciplina e dedizione. Così scriveva lo psicoanalista e filosofo Erich Fromm nel suo celebre saggio L’arte di amare del 1956 che continua  ancora oggi

a parlare.

Individua varie espressioni dell’amore, tutte legate dallo stesso filo: la capacità di uscire dal proprio ego per entrare in relazione autentica.

  • Amore fraterno: verso gli altri esseri umani, fondato su solidarietà e responsabilità.
  • Amore materno: l’amore incondizionato che nutre e protegge.
  • Amore erotico: il desiderio di unione completa con un’altra persona.
  • Amore per sé stessi: non egoismo, ma capacità di rispettarsi e prendersi cura di sé.
  • Amore spirituale: la tensione verso ciò che ci trascende.

Come per ogni arte anche l’amore ha bisogno di esercizio e quindi:

  • Disciplina: l’impegno quotidiano.
  • Concentrazione: essere davvero presenti.
  • Pazienza: accettare i tempi della crescita.
  • Fede: avere fiducia nell’altro e nella vita.
  • Coraggio: aprirsi, anche a costo di soffrire

Fromm osserva come la società tenda a trasformare l’amore in un prodotto di scambio: scegliamo relazioni come se scegliessimo oggetti da acquistare. Questo porta a confondere l’amore con il possesso o l’attrazione momentanea.

Le sue parole sono ancora attuali perché in un mondo che corre veloce e che ci invita a consumare anche le relazioni, il suo messaggio resta essenziale: amare è una pratica quotidiana, una responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. È la risposta al senso di isolamento che spesso ci accompagna e il cammino per ritrovare una vera connessione.

Sabato farò un talk con nss G-Club dal tema “Praticare la Mindfulness Digitale”.

Questa settimana ho visto un post che mi è servito come spunto di osservazione e di cui ti riassumo le quote:

  • I bambini mangiano con le mani, gli adulti mangiano davanti alla tv
  • I bambini urlano quando sono tristi, gli adulti scrollano in silenzio su Tik Tok o Instagram
  • I bambini abbracciano e baciano molto, gli adulti sono sulle app di dating
  • I bambini lasciano che la loro immaginazione sia libera e selvaggia, gli adulti si relazionano a chartGPT
  • I bambini ballano come se nessuno li stesse guardando, gli adulti lo fanno for the Gram.

Un account che mi fa sempre sorridere è quello di Vlad Stanculescu che si definisce runner, ultra, ironman, foodie, dad jokes.

È ironico, è divertente, è leggero e chi non è mai andato a correre qualche volta per disperazione con le lacrime agli occhi, per affogare i propri dubbi o per farsi una foto in una vetrina? OPS.

Se anche tu vuoi unirti a un gruppo di runner ti aspetto venerdì mattina, alle 7:30 am, davanti a Noï in Via Pontida 2, per una corsa in collaborazione con HOKA e Steam Running. Al ritorno dalla corsa ci sarà una colazione da Noï.

L’ironia porta la leggerezza nella vita, coltivala sempre.

Io abito a Milano e per me è iniziato il periodo delle zuppe, un momento dell’anno che amo e che mi dà molta soddisfazione.

Anche Theresa è una soup enthusiast e infatti sul suo account trovi una bellissima sperimentazione, presentazione estetica visiva e anche tanta ispirazione per le tue zuppe, cremine, minestre autunnali e invernali.

Noi donne siamo spesso portate a dire sempre “sì”. Forse per educazione, forse per abitudine, forse perché ci è stato insegnato che è così che si dimostra valore.

Imparare a dire “no” senza sensi di colpa — nel lavoro come nella vita privata — è fondamentale. Soprattutto, non ha bisogno di mille giustificazioni: un “no” chiaro è più gentile di un “sì” dato a metà.

Stavo ascoltando un podcast e ti riassumo il concetto.

Ogni volta che ti spieghi troppo, abitui gli altri a pensare di avere libero accesso al tuo tempo, alla tua energia, alla tua pace. Ed è lì che inizia il burnout.

I confini non sono muri: sono guardrail, protezioni che custodiscono ciò che conta davvero, così che tu possa essere presente al 100% per le cose che meritano il tuo “sì”.

Nel lavoro, un “no” detto con sicurezza ti evita clienti sbagliati, compensi sottovalutati e progetti che drenano più di quanto restituiscano.

Nella vita, un “no” detto con sicurezza ti mantiene fedele ai tuoi valori, invece di riempire la tua agenda di obblighi che non desideri.

Chi ti rispetta non avrà bisogno di lunghe spiegazioni.

Ascolterà il tuo “no” e ne riconoscerà il valore.

Mancano 7 giorni e non vediamo l’ora che inizi la nostra settimana preferita!

Avete mandato tutto sold out in poche ore, ci avete scritto entusiaste, arrivate da tutta Italia ed Europa e noi non potremmo essere più felici. Se non sei riuscita a prenotare, iscriviti alla waiting list!

Ti aspettiamo per una colazione con Tiramisù vegano e classico lunedì 6 ottobre dalle 8:30 alle 11:00 da Ecosistema e poi martedì 7 ottobre da L’Altro per l’aperitivo e l’abbraccio della settimana!

Elisa è una  fotografa e vuole invitarti alla mostra che terrà a Verona dal 3 al 10 ottobre.

L’esposizione presenterà otto fotografie ricamate, rappresentative di un percorso di rinascita femminile: un viaggio tra consapevolezza, forza e riscoperta di sé.

“La serie fotografica racconta come noi donne possiamo essere impaurite dall’avere una voce, ma infine riusciamo a scegliere di essere noi stesse e proseguire per la nostra strada, trovando in noi stesse non più una rivale, ma un’alleata.”

Come ti ho scritto altre volte, questo spazio mi piace perché è più intimo di un post sui social: qui possiamo condividere ricerca ed emotività, esperienze di vita, supporto e sorellanza.

Quando creo immaginari e storytelling su IG fatti di luoghi e colori, mirror selfie, moodboard e frammenti di vita, tendo sempre a rendere tutto “perfetto”, perché visivamente è ciò che mi piace vedere e condividere.

Se hai avuto l’impressione che io abbia sempre la vita sotto controllo, che sappia sempre cosa fare, ti assicuro che non c’è nulla di più lontano dalla realtà. Te lo dico perché sui social si tende a idealizzare la vita altrui, e questo genera spesso un senso di inadeguatezza che non ha motivo di esistere.

Viviamo minuti o anni nella paura di esprimerci e di dire ad alta voce ciò che desideriamo e poi, quando finalmente accade, arriva una grande liberazione — che però va imparata a gestire da zero.

In questo periodo sto ricercando spazio e poter praticare insieme alle nostre insegnanti è per me aria fresca.

Un’amica mi ha condiviso questo testo di Zanna Keithley, e ora lo lascio anche a te.

“La vera magia è quando non sai come andrà a finire. Non sai se ce la farai davvero. Non sai dove ti porterà questa strada — o se ti porterà da qualche parte. Eppure, fai comunque un passo avanti e continui a esserci, anche nei giorni più difficili. A volte i tuoi passi sono piccoli. Altre volte, un po’ più grandi. Ma non ti preoccupi del ritmo, perché hai fiducia che ciò che è destinato a te non ti mancherà — che sei esattamente dove devi essere in questo momento.

La vera magia è quando la tua mente cerca di convincerti che non puoi, ma tu vai avanti e ci provi lo stesso, perché il tuo cuore pulsante ti dice che puoi.

La vera magia sei tu. È il tuo coraggio e il tuo impegno. È la tua fiducia in un universo dove tutto è possibile. È il tuo rifiuto di ascoltare le voci esterne invece di quella voce silenziosa dentro di te. È nel tuo respiro. È nella tua energia. È ciò che sei nel tuo nucleo più profondo. Sei tu il dono. Sei tu la scintilla. Sei tu la magia.”

Lunedì sera  alle 19:30 su CIAOMONDO con Margherita andiamo a provare una nuova pratica e ti invitiamo a partecipare tenendo la camera aperta.

Shake the Dust è più di un semplice allenamento: è una pratica trasformativa che coinvolge corpo, cuore e mente. Ogni sessione ti invita a scrollarti di dosso ciò che non ti serve più – a livello personale e collettivo – e a reclamare il tuo corpo come uno strumento potente di cambiamento.

Guidati da un tema e da una playlist epica, ci muoviamo insieme attraverso ondate di scuotimenti, salti, riposo, danza, flusso intuitivo, con elementi di Yoga, movimento somatico e lavoro di forza a corpo libero.

Questo è uno spazio in cui il movimento diventa un’affermazione, dove puoi sudare, liberarti e costruire un corpo resiliente, radicandoti al tempo stesso nei valori e nella visione di un mondo migliore.

Questa è una pratica per tutti. Che tu sia una yogi, un ricercatore spirituale o semplicemente pronta a muoverti con intenzione, questa pratica è il tuo invito a occupare spazio, rompere schemi e sentirti davvero viva.

Ikigai (生きがい) Ragione d’essere. Ikigai è avere uno scopo nella vita e cioè l’incontro tra ciò che ami, ciò che sai fare, ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò per cui puoi essere ricompensato.

Kaizen (改善) Miglioramento continuo. Piccoli passi quotidiani verso un obiettivo.Dividi i compiti in micro-azioni semplici. Agire subito, anche in minima parte, riduce l’ansia mentale.

Wabi-Sabi (侘寂) – Bellezza dell’imperfezione. Accettare che tutto è impermanente, incompleto e imperfetto. Quando ti blocchi nei pensieri perché temi di sbagliare, ricorda che la bellezza sta anche nell’imperfezione.

Shoshin (初心) è un concetto del Buddhismo Zen che significa mente del principiante. Indica l’atteggiamento di chi si avvicina a qualcosa con apertura, curiosità e senza pregiudizi, proprio come farebbe un principiante.Invece di pensare troppo al risultato, ti concentri sull’esperienza.
Shunryu Suzuki, maestro Zen, diceva: “Nella mente del principiante ci sono molte possibilità, in quella dell’esperto poche.”

Shikata ga nai (仕方がない) Non si può far nulla”. Accettare serenamente ciò che non è sotto il nostro controllo. Lascia andare i pensieri inutili su ciò che non puoi cambiare e canalizza energia su quello che dipende da te.

Prontə per creare il tuo calendario preferito di ottobre?

Dal 6 al 12 ottobre torna la Milano Wellness Week organizzata da CIAOMONDO in cui puoi accedere a più di 130 eventi gratuiti in tutta la città.

  • Qui puoi scoprire tutto il programma e vederlo diviso per giorni
  • Qui  puoi scoprire le scuole che hanno aperto le loro porte per farti conoscere nuove pratiche e vivere i loro spazi. La prenotazione è gratuita.
  • Qui puoi scoprire i luoghi e gli eventi che ci sono ogni giorno della settimana

Mi raccomando, essendo tutti gli eventi gratuiti c’è una grande waiting list, se hai prenotato e non puoi più andare scrivi avvisando così che qualcuno possa prendere il tuo posto.

Grazie al tuo costante supporto e al sostegno dei nostri partner, siamo riusciti ad organizzare una manifestazione completamente gratuita per la città di Milano, così da abbattere barriere e unire le persone.

Ti invito a condividere la Wellness Week con i tuoi amici e colleghi, ad invitarli a praticare con te, a cucinare, ascoltare talk, musica, ballare, leggere poesie, camminare e condividere momenti speciali.

Il progetto di ceramica di Yasmine, una ragazza che vive a Londra e che per l’anniversario del suo small brand ha fatto un tributo alla natura poetica della lingua araba e alla bellezza della cultura araba.

“I translate everyday phrases from English to Arabic to highlight the poetry of the language. In a world where Arabic is often misrepresented in the media, leading to harmful stereotyping and demonisation of Arabs in Western society, my series seeks to illuminate the warmth and richness of Arab culture.”

Ha deciso di non metterli semplicemente in vendita con un cartellino, ma di fare un’asta così che trovino casa guidati dall’amore, dalla cura e dal valore che ognuno saprà riconoscere in essi.

Giorni fa ho ricevuto un messaggio che si concludeva con un’affermazione netta “la realtà”.

Quando mi è apparso il quadro rosa con il cane beige di Young Lee ho sorriso e pensato, ma cos’è davvero la realtà?

È tutto ciò che ci circonda, con le sue infinite sfumature. Eppure, quella parola, l’ho percepita pesante, come se fosse solo una realtà concreta, fatta di logica, matematica e non una realtà completa: pensiero e sentimento, astratto e concreto, ragione e intuizione.

La realtà pragmatica, quella del pensiero, è come uno specchio: autentica come una doccia d’acqua fredda e necessaria per ritrovare uno sguardo completo.

Nella pratica ricerchiamo il sentire, indaghiamo in profondità per toccare la parte più pura di noi. Forse, vale la pena esplorare la totalità della realtà, cercando di essere onesti con se stessi, non lasciandola solo nel regno dell’astratto, ma rendendola concreta con piccoli passi.

All’improvviso mi piace perdermi in questo quadro così semplice, così spontaneo e tenero, così materico e sensibile. Rosa, con il naso rosa, i fiori rosa.

Giulia di My Fair Pasta ama i capi sartoriali e mi ha fatto scoprire Lapromesa brand francese di giacche su misura. È la storia di Justina e Clément nata tra Parigi e la Patagonia.

La loro missione è fare capi di alta qualità realizzati da atelier francesi con antica maestria artigianale. Questi sono i capi che ci fanno dimenticare il fast fashion perché sono bellezza e risposta al comprare poco, ma bene, all’avere cura di quello che possediamo, al volerlo per tutta la vita e non solo per una stagione.

La moda è un invito a conoscersi meglio, ad approfondire chi siamo e come vogliamo farci leggere da fuori.

Ci vuole sempre un po’ di leggerezza nella vita e quindi ecco a te le invenzioni giapponesi più brillantemente inutili.

Il Giappone, spesso chiamato la terra del Sol Levante, è sempre all’avanguardia per la tecnologia e l’innovazione globale: dai robot più avanzati ai sistemi di trasporto pubblico di livello mondiale, ai wc con mille tasti e spruzzini che ci incantano e affascinano.

Oltre alla pura praticità, gli inventori giapponesi sono celebrati anche per la loro ingegnosità giocosa, dando vita a curiose creazioni note come Chindōgu. Queste invenzioni sono pensate per risolvere problemi estremamente specifici o semplicemente per strappare un sorriso.

Qui puoi vedere alcune delle creazioni più insolite e fantasiose nate in Giappone

Nella tua area personale ascolta le Affermazioni sulla Gratitudine guidate da Licia. Ci vogliono solo 10 minuti e le puoi ascoltare appena sveglia, prima di andare a dormire o semplicemente mentre cammini.

Dalla Community. Ci ha scritto Giulia, grafica e illustratrice botanica, perché vuole farti conoscere il suo nuovo progetto che è un'agenda per il 2026 in pre-ordine.

“Attraverso parole essenziali e fiori un po' sospesi mi piace raccontare emozioni, lentezza e cura. Le mie illustrazioni nascono per essere spazi di ascolto e connessione, dove fermarsi un attimo, respirare, ritrovarsi. Ogni disegno è un piccolo rituale di delicatezza, un modo per dare voce a ciò che spesso resta in silenzio.”

“Il prossimo anno il tema centrale sarà i fiori, ogni mese infatti ci sarà una mia illustrazione da colorare, come invito a rallentare, affiancato a un esercizio introspettivo legato al significato del fiore stesso.”

A volte la bellezza nasce dalle cose più semplici: il silenzio del mattino, una finestra aperta, il canto degli uccelli e un pianoforte.

Da questo rituale quotidiano è nato Appalachia Borealis, il nuovo album di Phil Cook, prodotto insieme al suo amico e frontman dei Bon Iver, Justin Vernon.

Phil, vivendo immerso nella natura del North Carolina, ha iniziato a registrare i canti degli uccelli e a improvvisare al pianoforte, trasformando quei suoni in meditazioni sonore. Ne è nato un lavoro intimo, fatto di 11 brani che attraversano solitudine, scoperta, ritorno e rinnovamento.

Ad accompagnare l’album c’è anche un film di 35 minuti diretto da Daniel Fox, che con immagini contemplative di foreste, fiumi e montagne restituisce lo stesso senso di pace e connessione con la natura che ha ispirato la musica.

“Coltivare una mente flessibile è fondamentale per la nostra libertà interiore, per rimanere elastici nei pensieri e autentici nelle convinzioni, invece di seguire ciecamente i copioni che un’ideologia ci impone.”

Perché alcune persone restano aggrappate con tanta forza a visioni rigide del mondo, anche quando tutte le prove le smentiscono? È questa la domanda al centro di The Ideological Brain, il nuovo libro della neuroscienziata Leor Zmigrod, che esplora non solo cosa crediamo, ma soprattutto perché il nostro cervello è predisposto a credere.

Frutto di oltre dieci anni di ricerche empiriche, il libro analizza cosa rende una mente più vulnerabile o più resiliente alle ideologie estremiste. Zmigrod mostra, attraverso studi cognitivi come il Wisconsin Card Sorting Test, come alcune persone riescano ad adattarsi rapidamente al cambiamento, mentre altre restino ancorate a regole ormai superate, ignorando persino i segnali contrari. Questa rigidità mentale non influenza solo i giochi di laboratorio, ma si riflette nell’adesione a dogmi ideologici — politici, religiosi o sociali — e predice la propensione verso teorie del complotto, negazionismo climatico o estremismi violenti.

Il cuore dell’analisi di Zmigrod non si concentra tanto sulla propaganda esterna, quanto sulle caratteristiche interne del cervello: rigidità cognitiva, intolleranza all’ambiguità e incapacità di accogliere sfumature.

L’ideologia, infatti, viene descritta come un sistema rigido e assolutista che divide il mondo in categorie nette: noi e loro. Un universo chiuso, impermeabile a nuove informazioni, che spesso porta a ostilità e persino violenza verso chi non condivide la stessa visione.

Il libro esplora anche il ruolo dei social media, che amplificano questa rigidità: algoritmi che alimentano bolle informative rafforzano le convinzioni più estreme, trasformando menti vulnerabili in terreno fertile per la radicalizzazione. Ma la buona notizia, secondo Zmigrod, è che la flessibilità cognitiva può essere allenata.

Coltivare apertura, umiltà intellettuale e capacità di aggiornare le proprie idee sulla base di prove credibili non significa essere volubili, ma restare liberi mentalmente.

«Con la pellicola non posso vedere l’immagine mentre scatto. Questo mi costringe a uno stato quasi meditativo, in cui considero solo ciò che è essenziale per il lavoro e resto pienamente presente nell’attimo».

Artista visivo australiano è stato incaricato di fotografare in analogico alcuni dei siti architettonici più prestigiosi al mondo, imprimendo a ciascun progetto la sua estetica distintiva e immediatamente riconoscibile. C’è un romanticismo nella sua fotografia, avvolta da una luce soffusa e nuvolosa, da colori tenui e da un ricco intreccio di texture e geometrie a contrasto. A volte cupa e introspettiva, altre volte leggera ed eterea.

Ha collaborato con alcuni dei più grandi studi di architettura e riviste al mondo, fotografando musei, teatri, luoghi religiosi, gallerie e abitazioni, progettati da architetti fondamentali come Ludwig Mies van der Rohe, John Pawson, Zaha Hadid, Sir David Chipperfield e Philip Johnson, tra molti altri.

Midsommar - Il villaggio dei dannati. Diretto da Ari Aster, Midsommar è un horror atipico che si svolge alla luce del sole.

Una giovane donna, segnata da un grave trauma familiare, parte con il fidanzato e alcuni amici per un remoto villaggio svedese, dove ogni novant’anni si celebra un festival pagano. Quella che sembra una tranquilla esperienza comunitaria si trasforma presto in un incubo rituale fatto di visioni, sacrifici e simbolismi.

Lontano dai cliché dell’oscurità, Aster costruisce un horror psicologico e visivamente ipnotico, che riflette sulla fragilità umana di fronte al dolore, sull’accettazione e sul distacco come passaggi inevitabili della vita.

I colori della pellicola — luminosi, saturi, quasi idilliaci — amplificano il contrasto tra la bellezza esteriore e l’orrore che si nasconde dietro i rituali, rendendo il film un’esperienza disturbante e indimenticabile.

Nella tua area personale trovi il nuovo percorso di settembre con Paola Pellegrino di Face Gym. Il suo metodo è intuitivo e molto profondo, ricco di tanti spunti e consigli, quindi anche se non inizi dalla prima settimana non perdere l’occasione di provare. Non pensarci troppo e inizia a praticare!

Se sei a Milano il 18 settembre, non puoi perdere il concerto di AWARË e per questo ho un codice che ti dà 10€ di sconto sul biglietto.

Un’esperienza sonora che va oltre il concetto di concerto. Musica viva: autentica, cruda, vibrante.

È un rito. Un invito a viaggiare attraverso la musica come ponte tra l’intimo e l’universale.

Codice: CIAOMONDO, prenota a questo link.

Dal 6 al 12 ottobre ci sarà la nuova Wellness Week organizzata da CIAOMONDO. La parola chiave di quest’anno è energia, in tutte le sue forme.

Abbiamo organizzato più di 70 eventi gratuiti in tutta Milano, ci sono hub che accolgono eventi legati al cibo, hotel che ci accoglieranno per praticare, scuole di yoga e pilates che offrono classi, spazi di cultura con musica, book club, brand che aprono le loro porte per farti vivere spazi unici ed esperienze speciali, aperitivi di gathering per conoscerci e stare insieme.

“Energia non è solo movimento. Non è solo forza. L’energia non è ciò che consumiamo per correre di più, fare di più, essere di più.

È ciò che ci attraversa quando smettiamo di resistere e iniziamo a sentire.

È presenza. È qualità dell’attenzione. È ciò che resta quando togliamo il superfluo.”

Inizia a segnare sul tuo calendario la settimana dal 6 al 12 ottobre, parlane con i tuoi amici e colleghi e presto riceverai gli accessi per vederla e poter prenotare il tuo posto gratuito!

Questa collaborazione era piaciuta nei mesi scorsi, molte di voi ci avevano scritto che l'avevano provata ed erano felici, quindi abbiamo pensato di riproporla in questo nuovo inizio di anno.

Ogni settimana, il menù di HelloFresh include oltre 25 nuove ricette, adatte a tutti i gusti, con tutti gli ingredienti necessari, freschi e dosati nelle giuste quantità, insieme alle schede-ricetta illustrate che ne descrivono i procedimenti.

Abbiamo chiesto di avere uno sconto per voi del 40% su tutte le ricette, inclusi piatti vegetariani e vegani, e ci hanno creato un’offerta sul primo ordine con il codice HELLOMONDO.

Offerta: 40% sulla prima box + 2 box al 25% + un dessert gratuito a vita e la spedizione gratuita sulla prima box. Questa offerta è valida solo in Italia.

Attenzione: Una volta utilizzato lo sconto sarai iscrittə a un abbonamento con rinnovo automatico. L'abbonamento è senza vincoli, quindi puoi gestirlo come preferisci.

In quale mood sei arrivatə a settembre?

Per moltə è un mese di nuovi inizi, di piccoli cambiamenti e di nuove intenzioni da mettere a fuoco.

Ho preparato una playlist per accompagnarti in questo passaggio per trasmetterti energia, carica, ambizione e ispirazione.

Un sottofondo che possa sostenerti mentre ricominci, ti riallinei e apri lo spazio a ciò che desideri portare con te nei prossimi mesi.

In Francia, la squadra femminile di calcio non vedenti dell’SC Schiltigheim sta riscrivendo le regole del gioco.

Quattro giocatrici ipovedenti e una portiera vedente, guidate dalla volontaria Amélie Stamller, si allenano ogni settimana a Strasburgo con una determinazione che supera qualsiasi barriera.

Mentre la squadra maschile del club ha rappresentato la Francia alle Paralimpiadi di Parigi 2024, le donne si trovano a combattere non solo sul campo, ma anche contro le disuguaglianze di risorse che impediscono la creazione di una nazionale femminile.

Il fotografo e regista Mathieu Richer Mamousse ha deciso di raccontare questa sfida e il coraggio delle giocatrici nel documentario Blind Goals, seguendole tra allenamenti, partite internazionali e la loro aspirazione a essere finalmente riconosciute come squadra nazionale.

Un progetto che non parla solo di sport, ma di inclusione, resistenza e speranza. Ogni partita giocata è un passo avanti verso un futuro più equo.

Un fungo medicinale usato da secoli nella medicina tradizionale asiatica. Un vero tonico per mente e spirito che ti aiuta a ritrovare presenza, concentrazione e resilienza, sostenendo allo stesso tempo corpo e sistema nervoso.

Ideale per chi affronta giornate intense, studia o lavora a lungo al computer e ha bisogno di chiarezza mentale senza ricorrere a stimolanti come la caffeina.

Il momento migliore per assumere Lion’s Mane è al mattino, per accompagnare la giornata con focus e lucidità. Può essere assunto anche nel pomeriggio, specialmente se serve un supporto mentale senza rischiare insonnia o agitazione (non contiene stimolanti).

Molte persone aggiungono la polvere allo smoothie, pancake o porridge per un rituale che combina energia e chiarezza. Io lo prendo in capsule dopo la colazione.

Secondo studi scientifici i benefici del Lion’s Mane mostrano che aiuta a:

  • Ridurre stress e ansia, sostenendo il sistema nervoso.
  • Stimolare la produzione di NGF (Nerve Growth Factor), una proteina che favorisce la rigenerazione dei neuroni.
  • Rafforzare il sistema immunitario, grazie agli antiossidanti naturali.
  • Favorire la digestione, proteggendo la mucosa gastrica.

Io uso quelli di Human Pro, ma ho visto che è nato un nuovo brand italiano che si chiama Present Mushrooms e che voglio provare.

Avvertenza: Le informazioni condivise hanno solo scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Per qualsiasi condizione specifica o prima di iniziare nuovi integratori, consulta sempre un professionista della salute.

Se rientri da agosto e hai voglia di imbandire tavole speciali per settembre, qui trovi una selezione di account da seguire per lasciarti ispirare: idee di allestimenti, shop di oggettistica vintage e cibo bello.

Trent’anni dopo la scomparsa di Derek Jarman, Tilda Swinton gli rende omaggio con un cortometraggio realizzato con NOWNESS China.

Per Tilda, il “circo” di Jarman fu la sua vera scuola di cinema: dieci anni di collaborazione intensa, in cui imparò a vivere l’arte e il film come un unico respiro.

Diretto da Zhu Yunyi, Transparent accompagna Tilda Swinton in un viaggio meditativo dentro Chroma, il poema che Jarman scrisse mentre stava perdendo la vista: un inno al colore, alla memoria e al potere trasformativo della poesia.

A Pechino, tra ricordi e desideri, Tilda intreccia le sue parole a quelle di Jarman, celebrando un’amicizia che ha lasciato un segno profondo e un’eredità artistica che continua a ispirare.

Mi piace? Sì, mi piace. Tu cosa ne pensi?

Quando il sole tramonta e inizia il coro delle rane. C’è un momento magico, appena dopo il tramonto, quando l’aria si fa più fresca e il cielo si tinge di blu profondo. È allora che le rane iniziano il loro canto, e la natura sembra ricordarci il suo ritmo antico.

È proprio da questo immaginario che nasce Frog Jaya, la nuova scarpa di Vibram creata in collaborazione con Secular Sabbath. Un progetto che non è solo design, ma un invito a tornare al corpo e alla terra, riscoprendo l’intimità del contatto dei piedi con il suolo. Una connessione fisica e simbolica con la natura, che porta avanti lo stesso spirito che, anni fa, diede vita alle Vibram FiveFingers.

Topanga, con la sua energia selvaggia e autentica, è stata il luogo perfetto per presentare per la prima volta questa visione: un incontro tra amicizia, musica e natura, dove la notte appartiene alle rane e ogni passo diventa un ritorno a sé.

Per chi è interessatə, il lancio della scarpa sarà a settembre in alcuni store selezionati!

Nella tua area personale ascolta la meditazione da cinque minuti Hand Meditation guidata da Tamara.

Le tue mani non sono solo per noi stessi, ma sono fatte anche per aiutare gli altri.

Ripercorriamo la forza delle nostre mani, sperimenta il calore tra la tua mano e il tuo cuore. La mano ha la sua memoria.

Krishna Das. Un artista di kirtan e insegnante spirituale di fama mondiale, la cui musica e presenza hanno toccato il cuore di milioni di persone.

I suoi canti devozionali intrecciano la tradizione musicale indiana con influenze occidentali, dando vita a un ponte potente tra culture e stati di coscienza.

Khushi Kalra di The Phoenix Path podcast lo ha intervistato e qui puoi ascoltare l’intervista.